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Alimentazione per Anziani

Alimentazione e memoria negli anziani

Chi non ha una ricetta salvavita? Tutti, anch’io.

I miei non hanno la forma delle solite regolette numerate da mettere in riga e dimenticare o, peggio ancora …

Dicevo?

La memoria, già… alla mia età si dimentica cosa abbiamo mangiato la sera prima, ma si rammentano episodi pacificati dalla polvere, oppure riveduti e corretti.

Con l’avanzare della età diminuisce la capacità di reggere ciò che dà ansia. come quei film, anche belli, che accelerano i battiti del cuore e intorbano i sogni. Quando ero giovane, essì, anch’io… criticavo le persone che li evitavano.

Ma ora capisco. Non li reggo! Ecco, l’ho detto, ed a malincuore cambio canale. Ci sono tante scematine, rassicuranti come sonniferi! Oddio, vero che vi sono di quelle che conviene lasciar perdere….

Torniamo al tema. La mia ricetta è vivere ogni atto della giornata con qualche cerimonia d’apertura che dia corpo e valore alle piccole, ordinarie, cose quotidiane. Non mi riferisco alle faccende di casa, lasciamo perdere.

Si tratta di dare un tocco di colore, come il rossetto sulle labbra spente, alla giornaliera alimentazione.

Sistemo a modino il vassoio del pranzo e della cena, lo porto sul tavolino davanti al televisore, e dopo il funesto telegiornale vado in caccia di un consolante programma culinario.

Chissà che la loro diffusione non dipenda dall’aumento dei pensionati…

Amo i cereali. Mi faccio di pasta, di riso, di polenta….A proposito di polenta.

Avete mai provato a prepararla (quella precotta, lo ammetto), riempita di formaggi in stallo nel frigo e poi metterla in una ciotola per un minuto o due?

Nel frattempo, riempite un piatto con una pomarola ancora calda e versatevi sopra la gialla, saporita cupoletta. Una cucchiata sopra, una sotto….

Mentre me la gusto, mi chiedo cosa farebbero tutti quegli chef, simpatici o boriosi, se il Vespucci fosse rimasto a casa?

Ed io, come potrei preparare i miei sontuosi cus cus, senza pomodori, peperoni e peperoncini?

Per non parlare degli infiniti usi delle patate…

E il cacao? Ci rendiamo conto, sì?

Avrete capito che vivo in solitaria solitudine, se si esclude il gatto, le visite dell‘amica del cuore, il pomeriggi dalla nipote, i passaggi di quelli che abitano fuori via, le telefonate….

Insomma, ho preso tutti i vizi delle zitelle.

Chiacchiero da sola, litigo tra me e me con i vicini che lasciano la biancheria a penzolare per mesi e credono che il pianerottolo sia un personale ripostiglio.

E capita che bisticcii di santa ragione anche con me stessa. Ho imparato che criticarsi fa bene, sotto l’ombrello di un’affettiva indulgenza. Non pretendo di cambiare, sai la fatica; giusto una regolata per ricordarmi che sono viva, pensante e pulsante, malgrado il pannolino sulla bocca quando vado al supermercato.

Suggerimenti?

In tempi ‘pestiferi’ conviene la prudenza.

Passata anche questa, tutti dovremo vincere l’apatia ed uscire per una sana, economica, passeggiata all’aria aperta, riposando poi su una panchina a leggere il giornale, a fotografare un piccione impertinente, a chiacchierare con un amico.

Tutti, anche coloro che sono schiavi regnanti di una passione che costringe in casa. Me lo dico sempre quando divento pallida come un’ameba.

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