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Alimentazione per Anziani

INTEGRATORI

QUALI INTEGRAZIONI SERVONO AGLI ANZIANI?

Gli anziani spesso mangiano poche proteine......ecco come rimediare. |  Farmacia Malpezzi

Le evidenze scientifiche dimostrano che gli anziani hanno bisogno di un maggior apporto di proteine ​​con la dieta al fine di mantenere lo stato di salute, promuovere il recupero dalla malattia e preservare la funzionalità fisica.  E’ noto da tempo che il trofismo muscolare è strettamente legato all’apporto di proteine, per le loro capacità di esercitare precisi “effetti “

L’anabolismo muscolare nell’anziano, a parità di proteine introdotte, è ormai dimostrato  dipendere:

  1. dalla combinazione delle proteine alimentari con altri nutrienti (soprattutto glucidi/carboidrati) nel medesimo pasto;
  2. dal momento di consumo delle proteine in relazione alla attività motoria / sportiva o alla seduta di riabilitazione;
  3. dalla loro composizione amminoacidica ( qualità proteica);
  4. dalla rapidità di assorbimento dalle proteine utilizzate.

Un gruppo di studio, raccomanda nell’anziano l’assunzione giornaliera media di 1,0 – 1,2 grammi di proteine ​​per chilogrammo di peso corporeo al giorno. Le persone anziane con grave malattia renale (GFR stimato <30 ml / min / 1,73m2), ma che non sono in dialisi, sono un’eccezione a questa regola; questi individui potrebbero dover limitare l’assunzione di proteine. Il raggiungimento del quantitativo proteico può avvenire sia aumentando il consumo di alimenti proteici, sia attraverso l’utilizzo di supplementi. a base di proteine, aminoacidi essenziali e non o singoli aminoacidi. Tali preparati, sotto forma di polvere, compresse o liquidi, sono particolarmente utili nel periodo post allenamento riabilitativo, momento in cui l’introduzione di proteine e carboidrati a rapido assorbimento è maggiormente efficace ai fini del trofismo muscolare.

Frutta e verdura di stagione a Dicembre: guida utile

Frutta e verdura hanno l’80% in meno di vitamine e minerali rispetto a 30 anni fa

Gli scienziati confermano: la frutta e verdura che mangiamo ha perso quasi tutti i suoi nutrienti a causa delle ibridizzazioni delle specie, l’impoverimento dei terreni, lunga conservazione e l’inquinamento atmosferico. Si è arricchita invece di metalli pesanti.

dovremmo mangiarne almeno 7 volte tanto per ottenere le stesse vitamine e minerali che assumevano i nostri genitori e i nostri nonni, dovremmo mangiarne almeno 7 volte tanto per ottenere le stesse vitamine e minerali che assumevano i nostri genitori e i nostri nonni.

I valori di vitamine e minerali nel 1950 e nel 1999

Il Dr. Donald Davis, un ex ricercatore presso l’Istituto Biochimica presso l’Università del Texas, Austin, ha guidato un team che ha analizzato 43 tipi di frutta e verdura confrontando i valori di vitamine e minerali nel 1950 e nel 1999. Il calo più sostanziale riguarda calcio, proteine, vitamina C, fosforo, ferro e riboflavina. «Hanno avuto un crollo medio del 40%» afferma il ricercatore.  Ad esempio 100 gr di broccoli che nel 1950 contenevano 130 mg di calcio nel 1999 quel valore è sceso a 48 mg.

Non accusiamo semplicemente la dieta moderna delle malattie in crescita esponenziale della nostra epocauna carenza di vitamine e minerali può innescare ogni serie di disturbi ed aumentare la mortalità, ed oggi è sempre più difficile assimilare questi nutrienti preziosi.  

Già 30 anni fa la sola dieta sarebbe stata sufficiente a fornire un adeguato apporto vitaminico: ecco perché i nostri avi riuscivano a lavorare nei campi tutto il giorno senza mangiare molto ed erano più forti. Oggi invece, il cibo si è impoverito dei micronutrienti necessari per mantenere uno stato di salute ottimale.

Un’analisi del Kushi Institute dei nutrienti nel periodo 1975-1997 ha trovato che i livelli medi di calcio in 12 verdure fresche è sceso del 27%; i livelli di ferro 37%; i livelli di vitamina A il 21%, e livelli di vitamina C del 30%.

Un analogo studio britannico dei nutrienti nella frutta e verdura nel periodo 1930-1980, pubblicato sul British Food Journal, ha scoperto che in 20 verdure il contenuto medio di calcio era diminuito del 19%; ferro 22%; e potassio 14%.

Ancora un altro studio ha concluso che si dovrebbero mangiare oggi otto arance per ricavare la stessa quantità di vitamina A  e C che i nostri nonni avrebbero ottenuto da una.

Una ricerca eseguita in Germania dal Prof. Liesen di Monaco, sono state effettuate analisi su campioni di vegetali, ). I dati riportano le differenze nutrizionali nell’arco di circa dieci anni (1985-1996) nel contenuto di calcio, acido folico, magnesio, vitamina C e vitamina B in alcuni frutti e verdure espresse in mg.

Gli scienziati confermano: la frutta e verdura che mangiamo ha perso quasi tutti i suoi nutrienti a causa delle ibridizzazioni delle specie, l’impoverimento dei terreni, lunga conservazione e l’inquinamento atmosferico. Si è arricchita invece di metalli pesanti.

Come rimediare?

  • Acquista biologico o non trattato
  • Scegli la frutta e verdura più piccola
  • Bere molti estratti di frutta freschi fatti in casa è un modo per consumarne un grande quantità assumendo tutti i nutrienti eccetto le fibre
  • Assumi integratori vitaminici.

PER ULTIMO MA NON MENO IMPORTANTE.

Attenzione ai grassi.

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https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23867520/

Questo articolo ha solo fine illustrativo e non sostituisce il parere del medico. Non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento.