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Esercitazioni pratiche per stimolare le funzioni cognitive

Alcune funzioni cognitive si trasformano in un normale processo di invecchiamento.

Tra queste, troviamo la velocità di elaborazione, la memoria a breve termine e la capacità di risolvere problemi astratti.

I cambiamenti nel funzionamento cognitivo fanno parte di questo processo; d’altra parte,

ci sono persone che sviluppano un lieve deficit cognitivo ed altre che, sfortunatamente, sviluppano la sindrome della demenza.

Uno studio recente conclude che qualunque sia la situazione, è stato dimostrato che tenersi informati procura un evidente vantaggio, associato alla stimolazione cognitiva, rallentandone il declino.

Molte volte i familiari, i caregivers e gli stessi anziani si chiedono quali esercizi siano adatti a mantenere agile ed attivo il proprio cervello.

È necessario che il nostro cervello si dedichi ad attività varie e stimolanti, dove occorre una memoria rapida, attenzione, linguaggio, calcolo, capacità di percezione visiva.

Ad esempio, alcuni eseguono sudoku, rebus, cruciverba, puzzles; altri leggono, si iscrivono a corsi di arte artigiana, si interessano alla vita sociale.

Qualunque attività che richieda applicazione e concentrazione porta benefici al benessere personale ed alla qualità della comunicazione e dell’interazione sociale.

Il nostro tempo di dormire

Ti svegli stanco? Conosciamo tutti quella sensazione: passare la giornata intontiti, irritabili e pigri.

Potrebbero esserci giorni in cui non dormiamo abbastanza, ma in realtà quante ore di sonno abbiamo bisogno? Possiamo recuperare le ore accumulate di sonno? Dovremmo dormire sempre allo stesso tempo, indipendentemente da quanti anni abbiamo? Nell’articolo di oggi risolveremo queste domande.

Di quante ore di sonno abbiamo bisogno a seconda della nostra età?

Abbiamo sempre sentito che per avere una vita sana è necessario dormire per circa otto ore al giorno, qualcosa che non possiamo sempre soddisfare, sia a causa del lavoro, della mancanza di tempo, delle bevande contenenti caffeina, ecc.

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L’importanza dell’intelligenza emotiva negli anziani

Durante la nostra vita, ognuno di noi ha vissuto momenti di notevole tensione, per motivi diversi: lavoro, studio, relazioni umane ecc. Come affrontare questi momenti?

Probabilmente ci sono situazioni in cui è più facile rimanere calmi e risolverere i problemi in modo assertivo; in altri, pensiamo che “l’unica soluzione sia l’aggressività”.

Essere in grado di scegliere come reagire nelle varie situazioni è ciò che è noto come intelligenza emotiva.

Cos’è l’intelligenza emotiva?

Secondo Martín (2018):

“È la capacità di accettare e gestire consapevolmente le emozioni, tenendo conto dell’importanza delle decisioni che prendiamo e dei passi che facciamo nel corso della vita, anche se non ne siamo consapevoli”.

L’intelligenza emotiva è un processo che coinvolge tutta la nostra vita. Quindi è possibile svilupparlo da adolescenti come da adulti. Una delle caratteristiche dell’età avanzata è che deve affrontare dei mutamenti biologici, psicologici, sociali. Il modo di vivere dell’anziano varia. Finita l’era del lavoro è iniziata quella del pensionamento, dove può utilizzare il tempo libero dedicandosi a nuove attività che prima non conosceva.

Ciò può creare tensione, poiché i cambiamenti provocano paura e disagio in alcune persone. Questa situazione potrebbe causare delle reazione in famiglia e tra gli amici.

Come debbono comportarsi i familiari in questa situazione?

La prima cosa da fare è cercare di entrare in empatia con il proprio parente, cercando di comprendere le problematiche che sta attraversando. Questo atteggiamento è importante per comunicare in modo assertivo e rassicurante il nostro pensiero.

La seconda cosa è quello di mostrare il nostro sostegno, far presente ciò che sentiamo e pensiamo in una determinata situazione.

La terza è far comprendere alla persona in difficoltà che si possono trovare delle alternative.

Ci saranno momenti in cui vi sentirete stanchi o disturbati, magari anche a causa di altri fattori, e non sarete in grado di dare una risposta assertiva, In questi casi è bene prendersi del tempo per respirare e riflettere quindi parlare con calma, ricordando che ci sono vari modi per dire le cose.

È sempre consigliabile utilizzare i punti di forza, presentandoli come aspetti di miglioramento, piuttosto che mostarsi aggressivi o nervosi, menzionando i problemi e le preoccupazioni che vi assillano.

Ad esempio, è meglio dire: “Anche io ho voglia di parlare con te. Lo faremo molto presto.” oppure: “Non ho tempo per parlare con te.”?

L’intelligenza emotiva è un’arte che, fortunatamente, possiamo sviluppare per tutta la vita.

È solo questione di farne un’abitudine e di usarla come pratica costante. Controllare pensieri ed emozioni può portare molti benefici, come acquisire maggiore tranquillità nel relazionarsi con gli altri, risolvere i problemi in modo positivo, capire i motivi del comportamento altrui nei propri confronti.

Ricordate che essere in grado di riflettere sulle nostre reazioni quando capitano dei problemi può impedirci di averne altri.

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20 idee da fare con le persone anziane senza uscire di casa

Ci troviamo ancora in una situazione di disagio a causa del pericolo di contagio del coronavirus.

Il settore della popolazione con il più alto rischio di mortalità è sicuramente rappresentato dagli anziani. Per questo motivo dovrebbero evitare di uscire dal proprio domicilio.

Quando devono fare acquisti o recarsi in farmacia sarebbe opportuno che fossero sempre accompagnati da un familiare o da una badante.

Tuttavia, una persona anziana costretta a vivere in isolamento non deve abbandonarsi alla noia ed alla pigrizia. Per invecchiare lentamente e nel modo migliore occorre mantenere sane abitudini quotidiane. Si possono trovare molte attività fisiche e mentali adatte a sfruttare il tempo da passare reclusi. Migliorare la salute e la qualità della vita promuove l’indipendenza e sviluppa l’autostima.

Di seguito troverete un elenco di attività interessanti da svolgere insieme con la persona anziana di cui vi occupate per aiutarla a rimanere attiva e in salute pur restando a casa.

Elenco di attività:

1. Cucinare

Passare il tempo a studiare ricette per cucinarle in compagnia aiuta a mettere in sequenza, pianificare e realizzare qualcosa di utile e gustoso che può dare soddisfazione.

2. Lettura

La lettura di un romanzo o del giornale offre un ottimo intrattenimento. Immergersi in una storia o nei fatti di cronaca quotidiana distrae dai propri problemi e migliora la capacità di concentrazione.

3. Rilassamento

Le pratiche di rilassamento sono benefiche per tutti e maggiormente per quei pazienti che soffrono di stress legato a disturbi fisici ed alla difficoltà di riposare. L’aria fresca e la luce del sole sono un toccasana per il corpo umano. Se la casa della persona anziana di cui vi state occupando è dotata di uno spazio esterno, conviene approfittarne. Gli esercizi di respirazione e meditazione eseguiti all’aperto possono migliorare il metabolismo e la frequenza cardiaca.

4. Esercizio fisico

Eseguire giornalmente alcuni esercizi fisici è essenziale nell’età avanzata. Una corretta e costante attività fisica riduce il rischio di malattie cardiache, diminuisce il grasso corporeo, controlla il colesterolo, migliora l’equilibrio e il sistema immunitario.

Per questo motivo, consigliamo la geronto-ginnastica, un metodo studiato specificatamente per allontanare il declino del corpo in età avanzata.

5. Yoga, tai chi, pilates

Strettamente legate al punto precedente, queste discipline sono molto utili per mantenere in forma un fisico in età avanzata e prevenire eventuali infortuni. Tuttavia, le persone anziane con problemi alle ossa o alle articolazioni dovrebbero consultare un medico prima di iniziare una di queste pratiche, in modo da eseguire soltanto gli esercizi raccomandabili per la propria condizione fisica.

6. Pulire e riordinare la propria casa

Eseguire la pulizie di casa può essere un’occupazione utile perché garantisce del movimento e migliora il comfort quotidiano. Vivere in un contesto disordinato può danneggiare la concentrazione e l’umore di individui particolarmente ansiosi. Queste persone ricavano soddisfazione e tranquillità dal lavoro svolto per rendere la propria abitazione pulita ed ordinata. Inoltre avranno maggior facilità nel ritrovare gli oggetti di cui possono aver bisogno.

7. Adattare l’appartamento

L’appartamento di una persona anziana deve essere accessibile ai suoi spostamenti.

È fondamentale controllare i gradini, gli spigoli e le sporgenze dei mobili, i cavi elettrici sciolti e tutto ciò che potrebbe procurare pericolosi incidenti domestici.

Per rendere un’abitazione adatta ai movimenti di una persona anziana occorre studiare il modo migliore di posizionare i mobili per evitare che intralcinoil passaggio. Nelle abitazioni su più pani converrebbe prevedere la possibilità di installare un montascaleper scongiurare un eventuale infortunio, semplificare l’accesso alle stanze ed eliminare la fatica di salire e scendere i gradini.

8. Musicoterapia

Ascoltare la musica preferita è un’ottima terapia, molto efficace nel migliorare l’umore e provocare benefici emotivi.

9. Un centro di bellezza casalingo.

Ecco un’attività perfetta per allentare la tensione. Per coccolarsi può essere sufficiente un lungo bagno, con una temperatura corretta, accompagnato da sali da bagno e candele ed aromi o incensi che profumino lo spazio. Potete anche applicare dei massaggi. Quelli al viso serviranno a diminuire i danni provocati dallo stress; quelli al corpo per sciogliere la muscolatura dolorante.

10. Dipingere

Disegnare è un esercizio che facilita la concentrazione delle persone anziane, stimolando la loro parte creativa e quella logica.

11. Terapia della risata

È una terapia molto efficace con grandi effetti psicologici e fisici che sviluppano la nostra immaginazione e sbloccano le tensioni.

12. Nuovi hobby

Misurarsi con qualche passatempo è un’attività che può aumentare la memoria e la creatività del vostro paziente, migliorandone l’umore e l’autostima. Una persona sarà dotata per lo studio di uno strumento musicale, un’altra ricaverà maggior soddisfazione nell’applicarsi al giardinaggio. Osare nuove sfide porterà comunque un grande giovamento L’importante è scegliere la disciplina adatta a mantenere attive le capacità cognitive e motorie della persona di cui vi occupate.

13. Il bagagliaio dei ricordi

Usare dei trattamenti per migliorare la memoria è essenziale, soprattutto nell’età avanzata. Mantenere attive le capacità mnemoniche aiuta a preservare i ricordi, e quindi l’identità, nelle persone anziane, oltre a procurare molti benefici dal lato emotivo.

In relazione a questo punto, sarebbe molto interessante approfondire esercizi che potenzino le sue reminiscenze.

14. Giochi di memoria

Questi esercizi servono ad attivare la mente e quindi a ridurre il declino cognitivo nell’età avanzata. Esistono molti passatempi, puzzles e giochi di memoria per adulti. Si tratta di scegliere quelli le cui difficoltà possone essere affrontate dal proprio paziente.

15. Nuove tecnologie

Molte persone anziane hanno voglia di misurarsi con le nuove tecnologie.

Sarebbe opportuno incoraggiarli ad apprendere il funzionamento degli attuali strumenti di comunicazione, perché sappiano che vi sono molti modi per rimanere in contatto con amici, familiari e, più in generale, con il mondo esterno.

Aiutare un anziano ad aprirsi alla partecipazione sociale può mitigarne la solitudine. Si può scegliere tra una vasta gamma di possibilità per mantenere attive più a lungo le sue prestazionimentali e psicologiche.

16. Artigianato

Le persone anziane dovrebbero dedicarsi a qualche attività artigianale che rafforzi la loro memoria e stimoli la concentrazione. Oltre ad aiutarli a passare il tempo, dedicarsi a modellare l’argilla o combinare dei collages, ritagliando riviste e altri materiali per realizzare delle composizioni, li farà sentire attivi e quindi più energetici.

17. Danzare

È stato dimostrato che la danza porta molti benefici alle persone anziane, non solo perché ne migliora le condizioni fisiche, ma anche per abituarli ad esercitarsi nei movimenti idonee alla deambulazione.

18. Scrittura

Scrivere migliora l’attenzione di una persona anziana, favorisce le sue capacità fisiche e cognitive mantenendo attiva la mente ed al livello cognitivo ne stimola il pensiero critico. Può essere interessante e terapeutico applicarsi in un diario dove riversare le piccole vicende quotidiane o per riportare alla memoria episodi della vita passata.

19. Giochi da tavolo

Come per i giochi di memoria, anche i giochi da tavolo sono ottimi passatempi per attivare la mente. Carte da gioco, scacchi, dama scarabeo puzzles, bingo, domino e molti altri giochi da tavolo possono aiutare la concentrazione nell’età avanzata.

20. Mantenere rapporti umani

È importante che una persona anziana mantenga relazioni interpersonali. Restare in contatto con amici e familiari, attraverso qualunque forma di comunicazione, come telefonare, scambiare foto o chiacchierare su skype, può aiutarli a non sentirsi isolati.

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Assistenza agli anziani Salute

20 consigli utili per prendersi cura degli anziani

L’aumento dell’aspettativa di vita significa che un numero sempre maggiore di esseri umani sta raggiungendo un’età avanzatata. Di conseguenza, abbiamo la necessità di un maggior numero di persone che dovranno occuparsi di loro.

Riportiamo di seguito consigli utili che familiari e figure professionali potranno prendere in considerazione nel caso in cui dovessero lavorare come badanti per anziani che non possono avere cura di se stessi, a causa di una malattia o dell’età molto avanzata.

Suggerimenti per chi lavora come caregiver

Coloro che decidono di lavorare come badante per anziani devono eseguire il loro lavoro nel modo più semplice ed efficace, senza che ciò comporti un eccesso di usura fisica quotidiana.

Prima di dedicarvi a questa attività, coloro che si accingono a lavorare per la cura degli anziani dovrebbero seguire alcuni suggerimenti, necessari per aumentare l’efficacia del loro lavoro.

Vediamo insieme alcune raccomandazioni di base che aiuteranno ad intraprenderenella maniera migliore il lavoro di caregiver.

1. Formazione

È necessario disporre di una formazione adeguata per lavorare come badanti per anziani. Chi sta iniziando ad esercitare questa attività dovrebbe disporre di alcune competenze professionali. In questo caso sono avvantaggiati infermieri, tecnici geriatrici, psicologi o, comunque, l’essere dotati di esperienze precedenti nella cura di una persona anziana.

2. Conoscere la storia medica

Un fattore fondamentale per coloro che si accingono a svolgere il lavoro di badante per anziani è la perfetta conoscenza dei disturbi della persona di cui si devono occupare. È essenziale avere sempre a disposizione le medicine necessarie alla sua salute e gli orari e le dosi per la loro somministrazione giornaliera.

3. Forza mentale

Il lavoro di caregiver presso una persona anziana richiede una grande stabilità psicologica per non lasciarsi coinvolgere da ciò che si può essere costretti a vedere o sentire.

Prendersi cura di un anziano, specialmente di un parente, significa essere preparati a gestire le situazioni emotive a cui può capitare di dover assistere.

4. Forza fisica

Chi lavora come badante di una persone anziana deve possedere una buona condizione fisica. La salute è la chiave necessario per affrontare le fatiche di chi si prende cura attivamente del benessere di un’altra persona. Ecco perché è necessario occuparsi del perfetto stato della propria salute.

5. Un corretto riposo

Riposare correttamente è utile al benessere psicofisico. Per questo motivo, un badante dovrebbe dormire 7 – 8 ore ogni notte. Mantenersi in forma aiuta a svolgere il compito di badante nel miglior modo possibile.

6. L’importanza degli orari

Lavorare come badante non deve interferire nella sfera personale. È importante rispettare il tempo necessario al cibo, seguendo una dieta equilibrata, e quello da dedicare al riposo ed alla cura personale per mantenere la migliore condizione piscofisica.

7. Programmare gli orari

Pianificare le attività da svolgere è essenziale in ogni professione, ma lo è in special modo per chi si prende cura di una persona anziana. Ecco perché sarà utile prestabilire un piano di assistenza per distribuire correttamente il tempo e gli sforzi da impiegare in ciascuna delle operazioni da eseguire. Riservare il tempo necessario ai pasti ed al riposo vi aiuterà ad assistere nel miglior modo l’anziano di cui vi state prendendo cura.

8. Tempo per se stessi

Lavorare come badante per le persone anziane è un’attività molto faticosa e può ledere la salute psicofisica. È necessario, finito l’orario di lavoro, trovare il tempo da dedicare a se stessi per tornare alla propra occupazione più rilassati ed energici.

9. Chiedere aiuto

Capita di non essere in grado di assolvere da soli ad alcune attività necessarie al lavoro che state svolgendo. Quando ne siete consapevoli dovrete chiedere il sostegno dei parenti della persona anziana, oppure dei colleghi, se esercitate le vostre mansioni in una clinica geriatrica. Chiedere aiuto tempestivamente è essenziale per adempiere correttamente al proprio lavoro.

10. Attività

Quando è possibile, cercate di mantenere occupata la persona anziana di cui vi occupate. Svolgere insieme alcune attività aiuterà il vostro paziente a trascorrere le giornate in modo piacevole e divertente. Nel caso di alcune malattie, come l’Alzheimer, sarà utile ricorrere ad alcuni esercizi che possono promuovere la memoria della persona di cui vi state occupando.

11. Non tutto è lavoro

Lavorare come badante per una persona anziana occupa sicuramente la vostra attenzione per molte ore della giornata. Per recuperare il vostro equilibrio, sarebbe utile usare il tempo libero facendo attività che vi consentano di staccare l’attenzione dall’impegno lavorativo.

12. Non abbandonare la vita sociale

Per lo stesso motivo, sarebbe necessario non abbandonare le abitudini di vita sociale. Mantenere i contatti con gli amici e la famiglia vi faranno dimenticare i problemi legati al lavoro.

13. Limitazioni

Per occuparvi efficacemente dei vostri pazienti dovete essere consapevoli dei vostri limiti.

La cosa migliore è non provare ad eseguire compiti a cui non siete stati preparati, poiché potreste danneggiare in qualche modo la salute della persona che vi è stata affidata.

14. Esprimere le proprie emozioni

Sebbene lavorare come badante per gli anziani presupponga un carattere calmo e deciso, non dovreste dimenticare quanto sia salutare esprimere le proprie emozioni. Sarebbe conveniente trovare il modo migliore per sfogarle, quando si rendesse necessario alla vostra stabilità psicofisica, purché ciò non costituisca un problema per il vostro paziente.

15. Assertività

Non abbiate paura di comunicare pensieri e sensazioni alle persone di cui vi state occupando, purché vi esprimiate in maniera adeguata e gentile.

Potrete rivolgere una critica costruttiva ai colleghi, oppure alla famiglia del paziente, se può risolversi con un beneficio al benessere vostro ed a quello del paziente.

16. Contare fino a 10

Può capitare, mentre svolgete il vostro compito presso un anziano, di sentirvi risentiti o offesi per vari motivi. Tuttavia, prima di reagire, ricorrete al vecchio, utile sistema di contare fino a 10, e magari anche fino a 20, per darvi il tempo di far sbollire il risentimento, in modo che non influisca in alcun modo sulla persona di cui vi occupate.

17. Problemi personali

Una delle cose da tenere in considerazione, come badante di una persona anziana, è la necessità di mettere da parte le preoccupazioni personali durante il turno lavorativo. Di qualunque genere siano, dovrete lasciarli fuori dalla porta per essere in grado di prestare tutta l’attenzione necessaria al paziente. Per questo motivo, è indispensabile che risolviate le vostre difficoltà al di fuori dell’orario di lavoro.

18. Comprensione e pazienza

Comprensione e pazienza sono qualità indispensabili per chiunque si prenda cura di una persona anziana. Potreste trovare pazienti soggetti a malattie degenerative, tendenti alla depressione o all’aggressività.

Dovrete essere sempre pronti ad usare tutta la fermezza e la pazienza necessarie ad affrontare qualsiasi tipo di situazione causata da una costituzione malata, fisicamente o psichicamente.

19. Gestire le risorse

Si possono usare vari tipi di risorse per gestire nel modo migliore la malattia della persona anziana di cui abbiamo cura.

Il badante provvisto di una formazione medica o infermieristica gestisce maggiori risorse per salvaguardare la salute del suo paziente. Le conoscenze di cui dispone lo possono aiutare nell’applicazione di cure svolte solitamente dai professsionisti.

20. Osservare la routine

Conoscere le consuetudini della persona di cui vi occupate può essere utile a comprenderne i bisogni, anticipando azioni e reazioni. Il semplice gesto di avvicinare un giornale o un libro nel momento delegato alla lettura quotidiana, quello di accendere il televisore quando viene trasmesso uno dei suoi programmi preferiti sono gentilezze che faranno star meglio la persona i cui vi occupate.

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Nutrizionista

Mangiando S’impara per anziani

Il bicchiere mezzo pieno

Una premessa. Io faccio parte della confraternita del bicchiere mezzo pieno. Se un pezzettino di mondo mi casca addosso tendo di smussarne gli angoli, smorzare il fastidio e leccarmi i graffi, se ci arrivo.

L’inverno del mio scontento

Capita a tutti un periodo grigio e dunque anche a me. Il mio, fortunatamente, era

illuminato da due amorosi pargoli.

Quando cominciarono ad andare all’asilo, e poi alle elementari, le giornate parevano un labirinto senza uscita.

Conoscevo la storia di Robinson Crusoe, ma la spinta decisiva me la diede la lettura di Walden.

Fu cosi che, da casalinga per causa di forza maggiore, m’inventai un’esistenza alla maniera del Thoreau. Però scelsi una romantica palafitta in un’isola disabitata. Ovviamente i pargoli stavano con me.

Erano gli anni 76/77. Chissà quanti, prima e dopo di me hanno rifugiato il loro malvivere in oasi pacifiche simili alla mia?

La sapeva lunga chi congegnò quelle burlesche, inadeguate, ‘Isole del tesoro!!!

Partiamo dall’ape e dal fiore

Nel senso alimentare, ovvio.

I primi tempi del nostro soggiorno furono piuttosto primitivi.

L’alimentazione si basava sul misero orticello che avevo organizzato: agli, cipolle, pomodori, zucchine e radicchi, oltre ai malcapitati pesciolini che s’avventuravano sulla spiaggia. E dieci libri da leggere e rileggere a sfinimento.

L’affiliazione di qualche pappagallo non fu sufficente Ricorsi ad un compromesso con la civiltà.

Ogni mese dovevano arrivare, mittente non specificato, dieci tipi di alimenti e 5 libri.

Già che c’ero chiesi delle scatolette di fiammeri e l’adozione di un cane, un gatto, qualche gallina.

Elenco dei cibi

Dei libri selezionati scriverò in altra occasione.

Ecco l’elenco dei cibi, confortati dai prodotti dell’orto, da uova di galline che feci morire di vecchiaia, dall’acqua di un ruscello e da qualche pesce suicida:

-farina, olio, formaggio grana, latte, patate, riso, fagioli, limoni, zucchero cacao

Tanta roba! Una pacchia.

I miei figli non hanno mai saputo, almeno finora, di aver abitato con me in quel lontano rifugio. Traslocai in un luogo permeato di sogni più ravvicinati, ma ancora ci penso e rido mentre trufolo in cucina.

Torniamo all’oggi

il mio pranzo ideale è composto da qualche aperisfizio, un primo, dolcetto a chiusura.

Per le feste luculliane oso eccezionali piatti unici, come gli ossibuchi col risotto del Veronelli, la paella che ho visto realizzare sulla Costa Brava, il cus cus da esposizione e chi più ne ha più ne metta.

Gli aperisfizi

Pierre Buffet, cuoco di Francesco, viaggiava con un mobile che si apriva al momento di servire le vivande al re, creando quell’esposizione di cibi pronti che conosciamo.

Da lui nacque anche l’abitudine di chiamare buffet la credenza della sale da pranzo

Gli stuzzichini

Solitamente trattasi di 3-fettine-3 di pane splamate col pesto, e non solo di basilico; oppure con dei pezzettini di pomodoro ben conditi o magari dei crackers con frazioni di grana o pecorino, un pomodorino secco, tre olive. Più raro, ma vi capita una cucchiata rasa di paté di fegatini.

Per non abbondare con gli adorati trogoletti mi affido agli indimenticati duelli intestinali, con conseguenti, panciute, pacificazioni.

Sua maesta il Primo

E qui regnano indisturbati la pasta, il riso, la polenta (quella precotta).

A proposito di polenta. Non l’avevo inserita nella dieta isolana perché non esisteva ancora quella precolta. L’avrei messa al posto di… Non lo so di cosa ed è inutile star lì a pensarci.

Provate a riempirla con dei formaggi, anche quelli in stallo nel frigorifero, e poi versate il bollente composto in una ciotola. Aspettate un minutino o due prima di rovesciare la cupoletta sopra una pomarola profumata.

Una cucchiata sopra, una sotto….

Campanilismo in cucina

Intanto che me la gusto mi chiedo cosa s’inventerebbero quegli chef simpatici o boriosi che si affacciano dai programmi culinari televisivi se Colombo e il Vespucci fossero rimasti a casa.

Come potremmo preparare un decente menu settimanale senza usare pomodori peperoni peperoncini patate, farina di mais? E che cosa sarebbe la pasta senza un buon sugo di pomodoro? E la pizza? Per non parlare delle cacao.

Ci rendiamo conto, sì?

Star della tivvù

L’alimentazione è diventata una star di prima grandezza grazie alle colorate kermesse della tivvù. Alcune mi annoiano, altre m’intrigano, ma devo confessare che ho imparato ad insaporire le glorie nostrane spaziando su quelle altrui.

Qualche esempio?

Oggi uso ingredienti che prima trascuravo. Lo zenzero, per esempio, ed il curry, la curcuma, il miele con l’aceto di riso Mescolati alle solite ricette, con un occhio alle affinità e l’altro al buon senso (senza diventare strabici), sanno rendere assai gustosa l’alimentazione giornaliera.

Ultimo, ma non ultimo

Con i piatti salati me la cavo, più o meno, ma i dolci, ahiahiahi! Sarà perché bisogna essere precisini?

Non nego i pastrocchi che m’invento in due balletti con farina, uova, latte, olio, yougurt zucchero, tutto in dosi q.b. E neppure rinnego la cheesecake che porto quando mi invitano alle cene. La compongo con formaggio spalmabile (molta ricotta, poco mascarpone) e yogurt bianco, sempre quanto basta. I biscotti della base sono a piacere, purché siano ben sbriciolati insieme al burro. La preparo in versione estiva, senza l’uovo, perché è più fresca, leggera, e non va in forno.

Lo sfizio sta nel decorarne la superficie. Qualche fragolina, pezzetti di ananas, fettine di agrumi e l’immancabile menta.

Il fuoriclasse

Nelle cene conviviali, da noi in Toscana, si usano spesso i biscotti di Prato col vinsanto. Questo per coloro che hanno tutti i denti al loro posto

Io, se posso scegliere preferisco la zuppa inglese. Tutti gli altri dolci vengono a distanza di parecchie incollature, per usare un linguaggio da concorso ippico. Mi è stato riferito che si può fare anche con budini e savoiardi. Ho provato. Mah!

E per finire

La felicità è uno sprazzo di luce, la serenità è una giornata di sole.

Chi l’ha detto? E che ne so!

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Alimentazione per Anziani

Anziani che non possono comunicare

L’assitenza ad una persona anziana è più complicata quando ha perso le sue capacità cognitive.

Non potendo dialogare, occorre molta attenzione da parte degli altri membri della sua famiglia per provvedere ai bisogni che non riesce ad esprimere.

Dovrà essere introdotta una particolare modalità di relazione con il caregiver familiare o di chi ne fa le veci, per sopperire alla mancanza di comunicazione.

Esistono enti pubblici e privati in grado di provvedere il costante funzionamento di un servizio

che possa garantire la sicurezza, la salute ed il generale benessere del paziente.

Facilitare la comunicazione

Alcune azioni possono ostacolare la comunicazione con un anziano malato.

Vediamo quali comportamenti dobbiamo evitare se vogliamo che accetti le cure che sono necessarie alla sua salute.

La persona delegata dalla famiglia dovrebbero parlare apertamente con il paziente delle operazioni da effettuare per salvaguardare la sua salute, senza dimenticare di rispettarne le esigenze e lo spazio personale.

Un comportamento irritato o impositivo può causare una reazione insofferente. Per ottenere il suo rispetto e calmare l’agitazione occorre sempre evitare di trasmettergli ansia.

Imporre o minacciare il paziente

Il servizio di cura va presentato all’anziano in modo positivo, ragionevole. Imporgli le decisioni senza coinvolgerlo lo riporterebbe ad uno stadio infantile, rischiando di favorire il suo rifiuto.

È necessario mantenere la calma, in qualsiasi situazione. Atteggiamenti nervosi potrebbero procurare ansia, con conseguente difesa e comportamenti negativi.

Agire senza avvertire

Nel caso in cui si rendesse nccessaria l’assistenza di una figura professionale, estranea alla famiglia, è indispensabile che il paziente sia avvisato in precedenza. Una sorpresa che lo colga impreparato può causare il rifiuto di collaborazione.

Badanti e anziani: consigli per una corretta convivenza

Può capitare che il paziente sia riluttante ad accettare l’intervento di una persona sconosciuta.

La cosa migliore è consentire una preventiva conoscenza del candidato che la famiglia ha ritenuto idoneo per la sua assistenza.

Molti problemi di questo genere possono essere risolti facilmente se il paziente è stato informato con delicatezza dei cambiamenti che lo riguardano. Coinvolgerlo nelle decisioni che gli sono utili lo renderebbe più proponso a partecipare.

Si consiglia di introdurre gradualmente il nuovo assistente. I primi giorni potrebbe occuparsi solo di una parte delle incombenze che dovrà svolgere, e per un periodo di tempo breve, per abituare e rassicurare il paziente.

Con il passare dei giorni ed il proseguire della familiarità, si possono aumentare le ore di permanenza e le cure da applicare.

Sarebbe opportuno che questa nuova figura evitasse di svolgere quelle attività che il paziente può compiere da solo, laddove non ci siano problemi, oppure con una partecipazione ai compiti che ne preservino l’autonomia, alleggerendo il suo bisogno di assistenza.

Condividere le operazioni che riguardano la sua salute, può creare un buon rapporto tra il malato ed il suo assistente,

In questi casi sarebbe fondamentale rispettare i tempi necessari al paziente per svolgere determinate attività, evitando così lo stress e, di conseguenza, la perdita dell’autostima.

Per raggiungere un buon rapporto di collaborazione è indispensabile che l’assistente rispetti, dove sia possibile, la privacy del paziente.

Il bisogno di calcio nella terza età

Il calcio è il quarto componente più importante nel corpo umano, preceduto solo da acqua, proteine e grassi. Il contributo di questo minerale è indispensabile per mantenere le ossa sane e garantire numerose funzioni dell’organismo.

Assumerlo regolarmente è necessario in tutte le fasi della vita, ma dall’età di 50 anni tutti dovremmo aumentarne il consumo.

A maggior ragione dobbiamo controllare l’apporto giornaliero nell’organismo di una persona anziana, evitando l’insorgere di complicazioni nella trasmissione degli impulsi nervosi e scongiurare le contrazioni muscolari, la coagulazione del sangue, il battito cardiaco.

É essenziale che la dieta abituale sia sufficiente a coprire l’esigenza di calcio, specialmente per mantenere la salute in età avanzata. Altrimenti, dobbiamo aumentare la dose giornaliera, in modo da prevenire dolori alle ossa e malattie come l’osteoporosi.

Con l’invecchiamento l’assorbimento del calcio nell’intestino diminuisce di circa il 20%.

Ecco perché un adeguato apporto di calcio è indispensabile a qualsiasi età, ma lo è maggiomente per un anziano. Il suo organismo richiede un minor apporto di cibo, pertanto può capitare che la quantità necessaria di calcio non venga consumata.

Quindi, sarebbe necessario un apporto maggiore rispetto al precedente fabbisogno.

Bisogni e carenza di calcio

È importante sapere che se un corpo umano non riceve l’apporto di calcio necessario alle sue funzioni, prenderà ciò che gli serve dalle ossa, aumentando così il rischio di osteoporosi.

Occorre altresì tenere presente che la carenza di calcio può causare altri gravi disturbi, come crampi, dolori articolari, ritmo cardiaco anormale, deterioramento del cervello, convulsioni

Per evitare questi problemi è meglio prendere precauzioni, consumando il calcio di cui il nostro organismo ha bisogno attraverso il cibo o gli integratori.

Alimenti ricchi di calcio

Un anziano dovrebbe assumere una quantità giornaliera i calcio compresa tra i 1.000 e 1.200 grammi .

Il latte, lo yogurt ed il formaggio sono le principali fonti di calcio. Tuttavia, possiamo trovare questo

minerale in altri alimenti, oltre ai latticini,

Bere un bicchiere di latte può contribuire al consumo giornaliero di calcio, ma non è sufficiente. Per questo motivo è importante seguire una dieta che includa diversi alimenti ricchi di calcio.

Possiamo annoverarne molti cibi che contengano buone quantità di calcio.

Verdure:

cavolo

crescione

cipolla

bietola svizzera

broccoli

ed altre verdure

Gli anziani dovrebbero consumare anche i legumi.

fagioli bianchi

ceci

lenticchie

germogli di soia.

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Curiosità

Arti e Mestieri per anziani

Vivere pienamente il presente è importante. In tutte le età.

Del futuro non v’è certezza, secondo il Magnifico Lorenzo, e dunque usiamo bene ciò che abbiamo a disposizione.

Ben detto, direte voi. E come andrebbe usato questo tempo presente?

L’arte di vivere il presente

Partiamo da noi, gente anziana che ha imparato a fare,costruire e persino a sbagliare, ma è sempre stata pronta a pagare ed a rimettersi in piedi.

Ora che il periodo lavorativo è finito, sarebbe logico rimpiazzarlo con altre risorse permantenere attivi le gambe ed il cervello. Guai a lasciarsi intontire dal senso di vuoto che può portare all’abulia, a riempirsi di cibo e di nullaggini televisive fino alla depressione.

Arte come energia rinnovabile

Si parla continuamente di usufruire dell’elettricitàche si ricava dagli agenti atmosferici. La Terra è pervasa di energieprodotte dai venti, la luce, le piogge. Tutto l’Universo è composto di impercettibili particelle in moto, perché ciò che vive si muove.

Anche dentro di noi ci sono forze che circolano, che devono circolare. Le abbiamo usate e consumate, per corrispondere ai nostri bisogni ed a quelli della società. E qualche volta ne abbiamo abusato, allenandoci così alla resistenza.

C’è un arte del resistere e lo abbiamo dimostrato, anche con grandi sacrifici. E c’è l’arte della comunicazione, della partecipazione, della misericordia…

In mano all’arte

Ogni fatto ha bisogno delle cure del suo fattore per essere ben realizzato e niente come la passione può trasformare un talento in arte.

Le arti ed I mestieri sono alla base di ogni civiltà. Alcuni sono utili, altri indispensabili. Chi sente in sé il mestiere della carità ne faccia arte laddove chiama il bisogno.

Il lavorio e la dedizione di grandi pensatori ha favorito il progresso civile, nel bene come nel male, rendendo immortali le loro idee, le scoperte, le opere caritatevoli.

Ai posteri l’arduo compito di aggiustarle, migliorarle, un passo alla volta.

Mi riferisco ad artisti filosofi idealisti inventori scienziati (l’ordine è alfabetico per evitare polemiche). Molti di loro hanno speso e spendono tempo e ingegno fino a tardissima età, pur di sanare i malesseri umani, del corpo o della psiche, sopperendo perfino alle mancanze di chi non disponeva delle minime necessità al vivere quotidiano.

Tutti i mestieri possono essere utili, alcuni indispensabili. Chi sente in sé il mestiere della carità ne faccia arte laddove chiama il bisogno.

Arte artigiana

Consiglio a tutti coloro che hannoabbastanza energia di renderle fruttifere e dar loro un valore con nuove opportunità. Che importa se non siamo dei geni e non sappiamo fare grandi imprese?

Nessuno conosce tutte le possibilità del cervello, però sarebbe conveniente frugarci, ogni tanto. Non dico di sapere da dove veniamo e dove andiamo. Figuriamoci! Ma almeno cosa ci serve per imparare ad esistere, a tentare di esistere, a pieno titolo in noi stessi.

Sarebbe un bel passo avanti per comprendere come possiamo esprimere le nostre capacità.

L’arte del fare

Impara l’arte e mettila da parte, si diceva una volta. Mica grulli i nostri antenati!

Se avete ricevuto questi saggi bagagli disponete di una base da cui cominciare. Altrimenti, cercate ciò che sentite congeniale. C’è sempre una tendenza, un talento ignorato da tirare fuori. Andare a scuola dagli artigiani può servire ad apprendere i segreti dei loro manufatti, di qualsiasi genere.

Chi sa faccia, chi non sa impari, E così, qualcuno scoprirà impensabili attitudini e qualcun altroritroverà il talento abbandonato in gioventù, prima che la vita costituisse un bozzolo di doveri amori e diritti che non consentiva altri inserimenti.

L’arte delle piccole cose

C’è chi armeggia in giardino, come mio cognato. Vi farei vedere le cascate di camelie e di plumbago! E dovreste sentire l’aroma dei suoi limoni!

E c’è chi cucina. Il mio ex marito preferisce fare la pasta in casa che pispolare su internet. Dovreste vedere la sua tavola, coperta da ravioli in file ordinate, e gnocchi tagliatelle…

Qui voglio onorare anche le gattare, quelle gentili signore che salvano da morte certa i gatti che si perdono (e pure uno dei miei.)

Arte raminga

Ed io? Poco e nulla so fare. I miei svariati difetti m’impediscono di svolgere la maggior parte delle arti e dei mestieri. Diciamo pure quasi tutti.

Come giardiniera costo poco. M’appello alla buona indole di alcune piante. E non sono una brava cuoca. Ogni volta che provo una nuova ricetta finisco per modificarla a modo mio. E non sempre il risultato è positivo.

Non posso fare la gattara. Non sono portata a fare amicizia con gli estranei, siano gatti o persone. E poi ce ne vuole per nutrire tutti quei pellegrini di pelo e di passo!

È ovvia l’esclusione dell’arte oratoria. Vediamo cosa resta.

Ballerina? E l’equilibrio dove lo mettiamo? Cantora? Le malelingue dicono che sonoi stonata. Forse un pochino. Musicista? Avevo imparato ad usare i tasti centrali del pianoforte. Mi ero inventata pure una canzoncina. Ed è finita lì.

Scultrice? Mi prese la smania di plasmare la creta quando andai ad abitare nella casa di uno scultore.Presi qualche lezione da un’amica, poi dovetti traslocare da quel secondo piano alto come un quarto. Da allora ho perso l’interesse. Mi rimane un ricordo che mi porto dietro a memoria di una passione irrisolta.

Pittrice? Da giovane mi piaceva. Oggi potrei dedicarmi ad una tecnica molto astratta, come il puntinismo e le ditate con pollici ed alluci (avete mai provato? E allora non ridete), tanto per divertire i nipoti.

Mi dite cosa potevo fare, se non la scrivana e poi la nonna?

Come scrivana ho una lunga storia che se la racconto non finisco più.

Quanto a fare la nonna me la cavo perché mi piace.

L’arte della corsa

Che tu sia un leone o una gazzella, un proverbio africano ti consiglia di correre se vuoi sopravvivere. Ecco, sarebbe un bene, per noi anziani, continuare a correre. Correre, insomma. Diciamo camminare, va’, che è meglio.

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Curiosità

Sull’Amore per anziani

Vi parlerò d’amor….

Così cantava Wanda Osiris quando ero bambina. Fate pure i conti.

Ma quale amore, direte voi. Ancora?

Non dimentichiamo che l’amor che move il sole e l’altre stelle ha vari connotati e direzioni. E non ha età. Si ama a tre anni come a novanta e peggio è per chi non lo vuole ammettere.

Gli amori di coppia

È certo che non mi sogno di escludere i benefici della vita di coppia, laddove la convivenza sia maturata insieme agli anni nell’affetto e nel rispetto.

E neppure nego la possibilità di nuove relazioni, per gli ardimentosi disposti ad affrontare una simile sfida.

Non che ci sia qualcosa di male. Per carità!

Però a me mancherebbe il coraggio, e pure l’energia. Troppo faticoso il restauro, e costoso. Dovrei tenermi in forma, che dico, dovrei ritrovarla, quella forma perduta tanti anni fa. Ci vuole ben altro della ginnastica intorno al tavolo di cucina!

Non voglio rinunciare all’assonnato buongiorno del mattino per guardare lo specchio con diffidenza e star lì a spiar le occhiaie ed a contar le rughe che quello scostumato mostra senza un minimo di comprensione.

La filononnafia

Oggi mi è più congeniale un’altra specie d’amore. Quella dove gli anni sono un lasciapassare, una medaglie al valore.

Sì, perché sono felicissima nonna di deliziosi esserini rubacuori che vedo a puntate. Uno di loro, senza pensarci su, mi ha decorata sul campo nonna babysitter. La mia è stata una resa beata, incondizionata. Solo chi ha provato questa tardiva, specialissima forma, sostanza d’amore mi può capire.

Nonni d’Italia

Non so voi. Io mi ritrovo coi sorrisi delle grandi occasioni, a tuttidenti (si fa per dire), come una bambina ammaliata dal sacco appena aperto della Befana, davanti alle ciccine nuove, tenere, che deambulano dondolanti con acuti vocalizzi. Persino quando piangono lo fanno di gusto.

La nonnite non è una malattia, almeno credo, neppure la devianza psichica di un’età che ci vorrebbe ricondurre all’infanzia.

Diciamo che non si tratta di scegliere di fare i nonni. Si tratta di esserlo. E forse con questa predisposizione si nasce, senza saperlo fino al confronto.

Manca la voglia di perder tempo e il tempo di avere altre voglie, soprattutto a chi se ne è tolte a sufficienza al momento giusto. E poi fa bene alla salute quel filino di fatica nel muoversi tra filovia, bus e pure in treno, qualche volta.

Mary Poppins

E così ci si arma di una borsa Maripoppiana per tirare fuori di tutto e di più. Dal Garganella dei Puffi alle caramelle al latte fino a quei micro cioccolatini tanto ostici ai genitori. Li capisco. Vanno perdonati perché hanno le loro ragioni.

Anche noi. Non vogliamo disturbarne le regole, ma cosa non faremmo per corrispondere ai sorrisi dei figli dei figli, per accontentare i loro sguardi interrogativi? E non parliamo dell’impellente bisogno di farsi ricordare.

Lo sappiamo che dobbiamo limitiamoci ad essere presenti quando occorre, con una partecipazione che non disturbi le loro regole e non obblighi noi a scontri notturni con le ossa, a discussioni accese e sterili con i muscoli.

Però è vero che il ricordo di una frase con l’erre moscia, di una risata, di una manina macchiata di tempera, di una carezza, solleva parecchio l’umore. E ci si trova a sorridere nel buio della notte.

Fiorin Fiorello

Non mi credete? Diventate nonni e poi voglio proprio vedere.

Provate a lasciarvi usare da strapuntino per i gioiosi salti di esserini tutti allegri e biricchi. Abbandonatevi al salutare baccano di un biribissaio di giochi e balocchi ad oltranza. E poi ditemi se non siete diventati morbidi anche voi come gelatina.

Non solo figli

Dopo questo intermezzo ludico mi chiedo che cosa direte nel sentire come sono stata nonnizzata.

‘O guarda come si scioglie l’Orsina a parlare dei nipoti. Che sia un po’ rimbambita?’

Lo pensavo anch’io davanti alle smancerie di altri nonni. Quante storie, dicevo, non sono mica figli!

Già, è vero. Il fatto è che i figli si amano in maniera diversa. Quando loro erano piccoli, noi eravamo ancora giovani, timorosi. O forse ce ne siamo dimenticati.

Ora sono adulti, hanno avviato una famiglia, donando uno dopo l’altro, a me, al mondo, questi gioielli che hanno arricchito la mia vita.

Qualcosa è cambiato

Questi ed altri motivi ci spingono far pace con la nostra parte infantile, tanto per sbaragliare chi pretende di appaiarci alle cariatidi dell’Acropoli.

Se non siete stati ad Atene le avrete pur viste in qualche foto. Così altere e distanziate come fossero state costruite ai tempi di una qualche antica pandemia.

Sembra che siano rimaste lì per reggere l’universo. Nessuno le ha avvertite che parecchie faccende, bene o male, sono cambiate. Nei cieli, invasi da ferraglia tecnologica, e pure qui da noi.

Ufo o BOIT ed altri demoni

A proposito di Ufo, o meglio, di quei Brutti Oggetti Identificabili Terrestri che oscurano le stelle e chissa cos’altro.

Ce ne sarebbero di cose da dire sull’argomento e In altra occasione approfondiremo insieme la questione.

Si capisce, vero, che ho il vizio di dissertare? Sono sempre pronta a scavalcare l’oggetto in oggetto come fosse un ostacolo, per volare dietro al senso di una parola che ne richiamia altre, correndo di parola in parola con un infinito gioco che intriga la mia mente più di una tisana alle erbe….

Va bene, va bene, torno in carreggiata. Non mi par vero di badare al qui e all’ora.

La vita in crescita

Torniamo al tema. Alle vite in crescita, votate all’esplorazione del territorio che le circonda armate solo di un’ingenua, rubiconda rubacuori facciatosta.

Alzi la mano chi sa resistere alle argentine manifestazioni di questi giocherelloni sciacciapensieri mentre arrancarano sulla vita che li sta costruendo.

Non mi sento in flagranza di reato per aver abbandonato ciò che ero prima del loro arrivo. O meglio: ho selezionato le esperiene passate per far posto alle nuove.

Ho voluto dar aria, a conferma che la vita si trasforma e ci trasforma. Va avanti ma qualcosa di noi prosegue in crescita nel cammino dei tempi.

Non c’è bisogno di corrergli dietro. Lo fa con tutti. Menomale che non mi ha risparmiata!Cento baci e poi milleE ancora cento ne vorrei dare, scimmiottando Catullo, mentre osservo come si impara a circuire gli inciampi per assemblare le prime idee, articolarle, rifinirle. E come si collegano i primi significati, fino ad appropriarsi della consapevolezza di esistere.Sento, per vie profonde e misteriose, o forse molte semplici, che posso seguire il percorso di quei significati, che posso condividerne la consapevolezza.Grazie nipoti, per ciò che mi state insegnando.

Libera Uscita!

Da tempo non mI godo le sollecitazioni visive o sonore della loro presenza. E menomale che posso vederli e sentirli dalle foto e dai video.

Evvia! Come finisce la pandemia mollo tutto e vado di corsa (di corsa, ovvia…) ad abbracciare il nipotame, quello vecchio, si fa pe-r di-dire, e il nuo-nuo-vo.

Non so voi. Io divento un po’ citrulla e pure balbuziente quando ci penso.

Il fatto è che la mia mente si crogiola quando è appesa, sospesa in uno sventaglìo di dolcezze ed esortazioni birichine a disfarsi in coccole…

Lupetti in fabula. Dal telefonino arrivano delle foto. Scusate l’interruzione.

Io, ora, ho da fare.

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Salute

Le cura di una persona anziana

La vicinanza della famiglia è sempre fondamentale nella cura delle persone anziane, ma in alcune situazioni sarebbe conveniente poter usufruire di assistenza professionale. Per supportare i familiari nell’assolvere a specifiche necessità occorre personale specializzato, dotato di una solida preparazione garantita dall’esperienza.

Le norme igieniche

Per mantenere in salute un anziano è essenziale garantirgli quei riti indispensabili ad una corretta igiene. Bisogna assolvere quotidianamente ad una buona pulizia generale e più volte al giorno va eseguito un accurato lavaggio delle mani Sicuramente al mattino e prima di ogni pasto, ma anche quando toccano qualcosa di sporco oppure ogni volta che si recano in bagno.

Passaggi da seguire

La pulizia è essenziale per evitare quei problemi di salute derivanti da uno stile di vita poco igienico. Per questo motivo, e consapevole delle limitazioni dei movimenti negli anziani, è importante saper provvedere alla loro pulizia senza rischi o complicazioni.

L’importanza delle abitudini

È importante capire che l’igiene personale non consiste solo nel lavarsi giornalmente i denti, le mani e le varie parti del corpo. Malgrado la mancanza di attività fisica, è indispensabile l’abitudine frequente di aiutarli a farsi il bagno o la doccia, per ottenere una cura adeguata per scongiurare i germi e patologie derivanti dalla scarsa pulizia.

L’igiene personale

Qui vogliamo ribadire che un’igiene personale adeguata aiuterà ad avere una vecchiaia più sana.

Di seguito specifichiamo come mantenere una corretta pulizia giornaliera.

Igiene orale.

È utile prestare molta attenzione alla cura dei denti perché la bocca è la porta d’accesso per numerose infezioni. E maggiormente è necessario una corretta pulizia per le protesi dentale.

Le mani.

È bene pulirle molto spesso per evitare i germi che potrebbero trovarsi negli oggetti che solitamente vengono toccati con le mani

Cura dei piedi

È importante mantenerli nelle migliori condizioni igieniche. I piedi sono la base di tutto il corpo, quindi è conveniente che gli anziani indossino scarpe comode. Nell’eseguire la pulizia è bene controllare che non vi siano gonfiori.

Situazione fisica

È importante accertare la situazione fisica della persona di cui dobbiamo occuparci.

Seguire una corretta igiene può essere difficile e faticoso quando ci sono problemi di mobilità. Per evitare situazioni pericolose, tutti i passaggi necessari alla pulizia dovranno essere eseguiti da una o due persone robuste.

Anziani non autosufficienti

Agli anziani non autosufficienti a causa dei problemi fisici va garantita la sicurezza nell’assolvere il compito dell’igine quotidiana. Prima di iniziare le operazioni munitevi di tutti gli accessori necessari alla pulizia e raccoglieteli su un piano comodo da raggiungere.

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Curiosità

Chi siamo cosa ci serve agli anziani

Una premessa

Questi sono tempi di globalizzazione. Sia perché qualcuno non ha messo in cantiere una prole sufficiente (il mio l’ho fatto: due a due), sia perché così è stato deciso e noi, gente comune, possiamo solo adeguarci.

Però, ammettere che il granducato di Toscana è finito non vuol dire disconoscere le proprie radici.

Generalizzando

Noi italiani non siamo rissosi come i francesi, né impavidi come gli inglesi. Siamo gente di pancia e di cuore. Questo si dice, da sempre. La nostra famosa arte d’arrangiarsi consiste nel prendere la vita come viene. E quando non viene per il verso giusto l’arrangiamo secondo l’estro.

O ce ne siamo dimenticati?

Confetti o coltelli?

Confetti e coltelli hanno l’arbitrio nella vita di ogni uomo, di qualsivoglia genia e sotto qualsiasi latitudine. Ora, se è vero che un coltello conta gli spiccioli e un altro scorrazza indisturbato tra muscoli ed ossa, è anche vero che qualche confetto dovrà pur spettarci ai varchi della terza e quarta età. O no?

Accertato che nessuno può evitare il tirassegno, vediamo se conviene mordere o ciucciare i confetti per trasformarli in opportunità.

Veniamo a noi

È accaduto che una sera ci addormentiamo tra i doveri e al mattino ci svegliamo liberi. Possiamo smettere di fare i bravi soldatini. Le prospettive sono mutate,

C’è da tirare fuori tutto l’armamentario mentale per esaminare il potenziale in dotazione. Serviranno i metodi e le misure faticosamente guadagnati nell’umano sfaccendio. Siamo anziani, mica scemi. Mostriamo al mondo che non siamo solo dei ‘puntini puntini’, come direbbe il Rodari,

All’arrembaggio

Ora che non siamo obbligati ad andare all’arrembaggio del futuro, ce ne staremo ad arrambare il presente con le forze residue e tutta la conoscenza accumulata.

Cosa ci impedisce di rivendicare vecchie e nuove passioni, scoprire capacità manuali, esplorare un’immaginazione dimenticata, concedersi libertà mentali?

Perché guardare la vita dal buco della serratura quando possiamo girandolare a tutt’agio su molteplici fronti e svettare indisturbati, o quasi, su una maggiore, e migliore, prospettiva?

Nella terra dei quasi

Volete sapere qual’è la terra dei quasi? È quel periodo che va da come eravamo a come vogliamo diventare.

Ecco. Se la nostra età si svolge con una teoria di quasi, non per questo ci dobbiamo ammosciare. È molto più conveniente, e divertente, trovare il modo di non farci condizionare dalla nostra condizione, mai troppo vecchi per rispondere, a tutti o quasi, gli stimoli che sentiamo affini.

Potremo partecipare alla kermesse umana da molteplici fronti e punti di vista, Anche se sarà un quasi partecipare, dovendo tener conto degli inevitabili limiti,

E poiché ‘del diman non v’è certezza

Cerchiamo di metterci a nostro agio. Trasformiamo le quattro o dieci mura che ci ospitano in un ambiente caloroso, cordiale. E non parlo solo delle stanze di casa.

A questo proposito sarebbe utile ascoltare qualche dialogo che potrebbe svolgersi tra le parti che convivono in noi. Qualcosa di questo genere:

-Qui non si batte chiodo, – dice il corpo, – e quando si batte c’è sempre qualche sovversivo che deve dire la sua.

-Ma di che ti lamenti? – lo rimbecca la mente. – Non sarai un fiorellino, ma puoi resistere, con quelle minestre insipide che ti fanno bene. Purché non le propini a me, in quel che resta del nostro tempo insieme. Non posso andare in letargo, con tanti dubbi da risolvere e perplessità da sanare.

Interrompo qui una discussione che potrebbe finir male. Tanto il senso è chiaro.

Insomma

Approfittiamo della possibilità di godere di vantaggi inimmaginabili fino a pochi anni fa. Chissà quando ci ricapita. Dovendo rinascere ci toccherà rifare tutto daccapo, e prima di arrivare un’altra volta alla pensione ce ne vuole!

Usiamo quel ‘quasi’ vivere che ci attenda al mattino con la certezza di esistere ancora, fattivi in ogni parte, seppure un po’ sciupacchiati.

I giorni del vino sono finiti. Ci restano quelli delle rose. Impariamo a coltivarle.